Instagram, il fotoromanzo dello storytelling

Instagram, il fotoromanzo dello storytelling

Instagram e il visual storytelling, ovvero come raccontare una storia attraverso la forza dei contenuti visivi.

Storytelling. Un termine che se lavorate nel mondo della comunicazione sarà per voi ormai ben più che assimilato. Un termine che dovrebbe diventare pratica, permettendo così ai brand di comunicare, ma soprattutto coinvolgere gli utenti. L’obiettivo è quello di raccontare, attraverso codici ed elementi di uso comune, dei significati profondi. Un chiaro riferimento alla narrativa e alla cultura popolare, ma ancor di più a valori condivisi. Un modo è possibile veicolare, semplificandone il messaggio, ma non l’essenza.

Lo storytelling è una parte fondamentale del content marketing e delle attività di inbound. Qualcosa di molto facile a dirsi, meno a farsi. Fare storytelling non è infatti semplicemente raccontare una storia, ma usare in modo strategico l’enfasi del racconto per raggiungere in modo migliore gli utenti e far sì che il nostro messaggio sia più facile da comprendere e capace di emozionare, andandogli sotto pelle.

Lo storytelling delle immagini: il visual storytelling

Le immagini e i video sono ormai diventati una parte fondamentale del racconto. Merito di strumenti tecnici sempre più facili e migliori e alle opportunità che in questo senso danno i canali social. Nasce da queste premesse il visual storytelling, l’attività di raccontare attraverso l’utilizzo delle immagini. Facebook, Pinterest e oggi Instagram sono diventati scenario perfetto per la narrazione visiva, dando vita a codici e prassi ormai consolidate.

C’è infatti poco da dire: nulla riesce ad avere l’immediatezza e la forza espressiva di un’immagine. Certo, i testi restano fondamentali, ma gli elementi visivi hanno a freddo un impatto più forte, spingendo sul lato emotivo.

Da semplice luogo dove condividere immagini con effetti, Instagram negli anni ha creato un fit perfetto e totalmente dedicato al visual storytelling. Video, boomerang, timelaps, Stories: sono molti i contenuti che possiamo oggi utilizzare per la nostra strategia visuale, conseguentemente, generare engagement.

Basti pensare, come ben descriveva Valentina Baldon nel blog di Levia, Instagram è diventato vera fonte di ispirazione per nuove idee. L’hashtag #inspo conta milioni di post pubblicati dando consigli su tematiche molto diverse  e ispirare gli utenti.

La ricetta per uno storytelling ad arte su Instagram

Ma quali sono le migliori strategie per utilizzare lo storytelling su Instagram al meglio?

Creare un proprio mood

Non bastano immagini belle ed emozionali, soprattutto senza una strategia e un file rouge capace di dargli un senso globale. Dobbiamo creare uno stile e su questo stile declinare i contenuti che produciamo. Così saremo riconoscibili e daremo vita ad un nostro universo visivo in cui sarà più facile catturare l’attenzione e l’emozione degli utenti. Concentrarsi su alcuni filtri è un esempio perfetto di cosa significhi. Per la serie, va bene sperimentare, ma ricordiamoci di dare certezze a chi guarda.

La mancanza di continuità rischia infatti di disorientare i follower e più che un racconto creare una serie di contenuti, seppur buoni, disconnessi tra loro. Magari otterremo comunque un buon numero di interazioni, ma mancherà quell’approccio strategico che spinge l’attività verso un obiettivo concreto.

Il nostro compito non è generare numeri, ma rispondere alle esigenze del nostro brand.

Diamo vita ad funnel emozionale

Si parla tanto di funnel e della loro capacità di, step by step, attrarre l’utente in un percorso di consapevolezza che spinge alla conversione. Tutto vero. Ma un funnel non è come molti pensano una mera questione di post blog. Possiamo lavorarci anche puntando su forme diverse di espressione. Il procedimento è identico: in un caso punteremo maggiormente sul know-how, nel secondo sul fattore emozionale e di coinvolgimento dell’utente.

Un journey che passa dal racconto dei  micro-momenti per arrivare, passando da contenuti sempre più conversazionali, a creare relazioni brand-utente.

funnel emozionale

Le emoji, una risorsa poco esplorata

Possono sembrare buffe, poco professionali, spesso inutili, ma gli emoji sono invece uno strumento utile a livello di visual storytelling. Per quale motivo? perché ci permettono di essere “visual”anche nella caption, un luogo dedicato esclusivamente (o quasi) alle parole.

Sia chiaro, vietato esagerare. Il rischio è di far perdere il focus dalla vera protagonista: l’immagine.

Il link del post blog in bio

I 150 caratteri messi a disposizione per la bio sono uno strumento fondamentale, utile a contestualizzare noi e il nostro tone of voice. Insieme a questi possiamo inserire un link ad una pagina web. Un elemento di un’importanza enorme, essendo l’unico link presente.

Un consiglio è inserire qui il link, shortato, all’ultimo post blog, così da rendere completo il nostro racconto. Utilizzare nel post elementi visivi giù pubblicati sul canale Instagram rafforzerà ancor di più il nostro storytelling.

Le stories sono una certezza

Diffuse e rese popolari da Snapchat i contenuti “usa e getta” sono diventati molto apprezzati anche in Instagram dopo la loro implementazione. Le Stories sono oggi uno strumento indispensabile per i brand, permettendo di allargare la capacità narrativa. Ci sono infatti molti contenuti che faticherebbero ad entrare nella gallery del profilo, ma pur sempre utili lato brand. Ecco che arrivano in nostro aiuto le stories, permettendoci di usarli, ma vedendoli anche sparire dopo 24 ore.

Altro elementi vincente è la possibilità, dopo i 10mila follower, di inserire link esterni, cosa preclusa nei post “classici”.

Le storie sono diventate tanto importanti da lanciare il formato verticale, bistrattato ai tempi, ma oggi un vero must.

Un esempio di storytelling su Instagram: Fini e @nonsolobuono

L’originalità non l’abbiamo ancora detto, ma è la migliore base di un buon storytelling. Una cosa difficile da trovare oggi, ma qualche eccezione c’è sempre per fortuna. Perché la priorità di un bravo storyteller è la narrazione affine al prodotto, non tanto il prodotto stesso.

Si legge in questa direzione il progetto lanciato da Fini con il supporto degli amici di Garage Raw: il primo fotoromanzo su Instagram. Un unicum davvero originale (e coraggioso) che vuole prima di tutto creare relazione e tramettere valori, non per forza soffermandosi su immagini di prodotto. Perché le persone comprano prodotti, ma si legano ai valori.

Un progetto ambizioso e impegnativo che vede come autrice la nota Eliselle#aModenaStory, questo il nome dell’iniziativa, vuol portare online uno spaccato della vita dei clienti Fini, raccontando così Modena e, conseguentemente, l’Italia più vera. Una volontà tanto concreata da meritare addirittura il patrocinio da parte dell’Amministrazione modenese.

Gli utenti potranno seguire via social il racconto e le vicende dei protagonisti, creando con essi una vera e propria relazione. Una relazione che poi diventa diretta anche con il brand. Le personenel fotoromanzo sono sua diretta emanazione, impersonificandone quel lato umano tanto importante per diminuire le distanze e creare un dialogo quanto più “orizzontale” possibile. Non a caso si parla di conversazioni sui social o almeno si dovrebbe.

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Toscano di nascita ma lombardo di adozione, ho imparato a parlare prestissimo e non ho più smesso. Social media strategist & web consultant.

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