Dell’influencer marketing e di altre leggende metropolitane


Tempo di lettura: 3 min. e 33 sec.

Scritto ascoltando: Casablanca – 5 cose

LEGGENDA (leg·gèn·da): storia in cui i protagonisti ed i fatti sono immaginari o vengono amplificati dalla fantasia e dalla tradizione, in una necessità di esaltare e rendere esempio.

Non neghiamolo, gran parte di quanto scritto ben si lega all’attuale idea dei più riguardo gli influencer. Spesso risultano talmente “eterei” da non sembrare reali, altre volte la loro figura è tanto amplificata da divenire tutto fuorché concreta. Come gli unicorni, rari e dai poteri straordinari, descritti da pochi ma invisibili ai più. C’è una sola grande differenza: gli influencer sono veri, tanto veri che ne ho parlato Venerdì al Seo&Love, a seguito del lancio del mio libro in tema. 

Nel mio intervento ho intuito quanto fosse fondamentale dare concretezza all’argomento, chiudendo sul nascere le incertezze. Parlare di obiettivi è senza dubbio la migliore delle vie in questo senso. Cose c’è di più tangibile e serio?

PARTIRE DAGLI OBIETTIVI

Obiettivi, anche l’influencer marketing deve doverosamente partire da qui. Da qui si declina la natura dei progetti e delle attività, ma soprattutto la selezione delle figure da coinvolgere. Parliamo di comunicazione ed il nostro compito, che preveda o meno influencer, è di essere strategici e creare un vantaggio competitivo al brand coinvolto.

A volte l’effetto WOW legato agli influencer porta a dimenticare tutto questo. È bello coinvolgere la blogger famosa, ma inutile se questa scelta non va nella direzione di valorizzare l’azienda. Ma poi pensiamoci bene, partire dalle finalità è un obbligo. Come posso fare, ad esempio, link building se la figura selezionata non ha un blog? Oppure realizzare un eBook di qualità se la persona non ha uno spiccato knowhow?

LA FORMULA TRUST

La credibilità è da sempre una delle qualità più apprezzate dagli utenti, fattore che li spinge a fidarsi di noi e quindi sceglierci. Idem per gli influencer. Solo se ritenuti credibili sono in grado di guadagnare e mantenere la posizione di riferimento che hanno, ma soprattutto avere impatto sul loro seguito.

Un principio che vale ancor di più se parliamo di comunicazione. Essere credibili ci permette di abbandonare, in parte, le sovrastrutture commerciali così poco amate dagli utenti.

Ma TRUST, nasconde ben di più:

T – RASPARENZA

R – ELAZIONI

U – TILITÀ

S – INERGIA

T – ECNOLOGIA

  • TRASPARENZA: è innegabile come le collaborazioni con gli influencer spesso diventino processi poco chiari, spesso artefatti. Il consiglio è sempre quello di essere sinceri e palesare le collaborazioni, primo perché ci evita possibili rischi (sul web è facile essere beccati se mentiamo), secondo perché vogliamo dar vita a relazioni e nessuna relazione cresce senza correttezza.
    Facciamoci scoprire anche solo una volta ad essere falsi e potremo dire addio alla tanto celebrata credibilità di cui parlavamo prima.
  • RELAZIONI: l’influencer marketing non è un mercato dove compro un servizio. O almeno non solo quello. Perché sia funzionale dobbiamo dar vita a collaborazioni paritarie che puntino a generare valore condiviso per tutte le parti. Non farlo significa spogliare questa risorsa di gran parte del suo potenziale.
    I servizi durano finché c’è da investire; Le relazioni, se coltivate, durano una vita. E poi non scordiamoci, è difficile fidelizzare senza creare un reale valore.
  • UTILITÀ : ecco uno dei fattori chiave. Vogliamo attirare l’attenzione degli utenti e tenerceli stretti? Dobbiamo dare risposte alle loro necessità. Solo così potremmo essere sicuri di divenire riferimento per loro e conseguentemente che questi ci restino vicini. Guide, eBook, tutorial, sono contenuti che ben si prestano al supporto degli influencer e che siate certi sono sempre amati dalle persone.
  • SINERGIA: con gli influencer bisogna lavorare insieme. Sempre. Solo così potremmo creare progetti ben fatti. Senza una reale collaborazione il rischio è che ognuna delle parti lavori in modo individuale, puntando solo al proprio interesse. E poi l’influencer lavora per noi, ma spesso non conosce appieno la nostra realtà. Un corretto e continuo sostegno gli permetterà di mettere al meglio le sue capacità a nostra disposizione.
    Insieme non significa avere un controllo assoluto. Non tarpiamogli le ali, rischiamo solo di privarlo di gran parte del suo appeal.
  • TECNOLOGIA: come nella quasi totalità delle attività che riguardano il digitale, anche per l’influencer marketing sono nati numerosi tool per semplificarci il lavoro di selezione. Affidarsi ad essi è spesso obbligatorio, permettendo di effettuare un lavoro migliore, più rapido e meno costoso.
    Molti sono doverosi sia in fase di scelta che soprattutto di conclusione del progetto, permettendo un monitoraggio dei risultati e quindi di valutare il successo di una campagna.
    Ma come mi piace dire, il tool più importante resta l’uomo. Solo noi siamo in grado di valutare al meglio il fattore qualitativo e comprendere l’affinità tra influencer e brand. Non si vive di soli tool.

Volete approfondire? Ecco le slide del mio intervento!

Se siete interessati all’influencer marketing iscrivetevi al gruppo Facebook dedicato, Influencer marketing Italia.



Tags
Matteo Pogliani
Written by Matteo Pogliani

Toscano di nascita ma lombardo di adozione, ho imparato a parlare prestissimo e non ho più smesso. Social media strategist & web consultant.


Loading Facebook Comments ...

Leave a Comment

four × five =